Frisoni Pittore




APPENDIX
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LA PRESENZA NEL PRESENTE
di Rossella Tempesta

Quello che Davide Frisoni dipinge e' passato davanti ai miei occhi,
e davanti agli occhi di moltissima gente, migliaia di volte.
Ma io ero distratta, pensavo che un semaforo rosso fosse una perdita di tempo;
come se il presente fosse un tempo perso! La presenza nel presente,
nel quotidiano: questo passa dagli occhi - attraverso cuore e intelligenza -
alle pennellate dense e possenti di Davide Frisoni.
Il percorso dell'artista e' partito dall'uomo (i bellissimi dipinti del ciclo Corporali
Anime) per ritornare all'uomo, espresso dal suo punto di vista su cio'
che lo circonda e questo senza soluzione di continuita'.
Una figura umana, una distesa verde dopo il temporale, un'istantanea
del traffico all'imbrunire sul lungomare di Rimini: tutto questo e' accomunato
dalla matrice unica dell'esistenza e della non indifferenza di nessun
particolare nel contesto dell'umano e del mondo che lo circonda.
Si prova come un attimo di sgomento dinanzi ad un dipinto di Frisoni,
lo stupore di ritrovare fermati e fluidi insieme, momenti e luoghi visti
e mai veramente guardati, istanti perduti, fotogrammi di vita che la pittura
intensa e luminosa sembra richiamare alla mente da un luogo remoto
del cuore. Una pittura luminosa, ho detto, ed e' questa in effetti la prima
sensazione che si riceve guardando questi dipinti, una luce quasi sferzante,
un modo di renderla come strumento rivelatore della realta'.
La luce lieve e chiara del giorno, o quella che attraversa come una lama
lucida e tagliente il mare calmo e nero della notte.
Cosi si puo' anche scoprire come Frisoni abbia visto la nostra somiglianza
umana quando la sera, una sera di pioggia magari, un nodo di traffico
ci costringa a vedere quello che ci sta intorno, gli alberi esili e dondolanti
delle barche all'ormeggio nel portocanale, i riflessi iridescenti dell'asfalto
bagnato, o la luce a tratti piu' intensa e rossa dei fanali delle auto di altri.
Altri come noi, stanchi, distratti da cervellotici meccanismi che ci portano
a vivere solo protesi ai prossimi minuti, come se il tempo non fosse
un'unica cosa, come se non cominciasse qui, forse, l'eternita'.
Per questo a me e' piaciuto fermarmi davanti alle visioni di Davide;
tante volte avrei voluto una sedia e un po'  di tempo calmo e silenzioso
come quello che si trova nei musei. Intanto ho imparato a non sprecare
l’occasione di un incontro con un semaforo, un albero o un grattacielo.
Mi serve per fare generare la mia poesia.
E la mia vita.
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THE PRESENCE IN THE PRESENT TIME
by Rossella Tempesta

What Frisoni paints passed in front of my eyes already, in front of many
peoples actually, thousand of times. But i was not paying attention, i thought
that a red light at the cross was a waste of time; as if the present time would be
a waste of time! The presence in the present time, the here and now: this passes
from the eyes - through heart and intelligence - at the dense and powerful
strokes of Frisoni's painting.
The Artist's research started from Man (the beautiful paintings of the 'Corporali
Anime' cycle) to return to Man, expressed from his personal point of view about
everything around him. This happens without any continuity.
A human figure, a green field after the rain, a snapshot of car traffic at sunset
on the lungomare in Rimini: all this come together with the same root
of existence and with the care for details, any detail, in the human and worldly
context all around him. You can easily feel a bit bewildered in front of a Frisoni
painting, the bemusement of finding fixed and mixed together, moments
and places looked but never really seen, photograms of life, brought back
from a remote place in the heart, that a luminous and intense painting recall.
A luminous painting, i was saying, and this is the first sensation you receive
by watching these paintings, a strong light, an instrument for revealing reality.
So you can discover how Frisoni saw our human likeness when, in the evening,
a rainy one, a traffic jam forces us to watch what lies around us, boat-masts
in the harbour, strong reflexes on wet asphalt, or the lights of other people's cars.
People like us, tired, distracted by mechanisms making us forget that time
is one thing, that here starts, maybe, ethernity.
That is why i enjoyed stopping in front of Frisoni's visions, many times i would
have wanted a chair and some time, quiet, as the one you find in museums.
Meanwhile i learned not to waste the possibility to meet a light cross, a tree,
a skyscraper. I need it to generate my poetry.
And my life.








Copyright per le immagini Davide Frisoni e aventi diritto