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Frisoni Pittore
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Frisoni Pittore
APPENDIX 4
LA PRESENZA NEL PRESENTE
di Rossella Tempesta

Quello che Davide Frisoni dipinge e' passato
davanti ai miei occhi, e davanti agli occhi
di moltissima gente, migliaia di volte.
Ma io ero distratta, pensavo che
un semaforo rosso fosse
una perdita di tempo; come se il presente
fosse un tempo perso!
La presenza nel presente, nel quotidiano:
questo passa dagli occhi
- attraverso cuore e intelligenza -
alle pennellate dense e possenti
di Davide Frisoni.
Il percorso dell'artista e' partito dall'uomo
(i bellissimi dipinti del ciclo Corporali Anime)
per ritornare all'uomo, espresso dal suo punto
di vista su cio' che lo circonda
e questo senza soluzione di continuita'.
Una figura umana, una distesa verde
dopo il temporale, un'istantanea del traffico
all'imbrunire sul lungomare di Rimini:
tutto questo e' accomunato dalla matrice
unica dell'esistenza e della non indifferenza
di nessun particolare nel contesto
dell'umano e del mondo che lo circonda.
Si prova come un attimo di sgomento
dinanzi ad un dipinto di Frisoni, lo stupore
di ritrovare fermati e fluidi insieme, momenti
e luoghi visti e mai veramente guardati,
istanti perduti, fotogrammi di vita che la pittura
intensa e luminosa sembra richiamare alla mente
da un luogo remoto del cuore.
Una pittura luminosa, ho detto, ed e' questa
in effetti la prima sensazione che si riceve
guardando questi dipinti, una luce quasi sferzante,
un modo di renderla come strumento
rivelatore della realta'.
La luce lieve e chiara del giorno,
o quella che attraversa come una lama
lucida e tagliente il mare calmo e nero
della notte. Cosi si puo' anche scoprire
come Frisoni abbia visto la nostra somiglianza
umana quando la sera, una sera di pioggia magari,
un nodo di traffico ci costringa a vedere
quello che ci sta intorno, gli alberi esili
e dondolanti delle barche all'ormeggio
nel portocanale, i riflessi iridescenti
dell'asfalto bagnato, o la luce a tratti
piu' intensa e rossa dei fanali delle auto
di altri. Altri come noi, stanchi, distratti
da cervellotici meccanismi che ci portano
a vivere solo protesi ai prossimi minuti,
come se il tempo non fosse un'unica cosa,
come se non cominciasse qui, forse,
l'eternita'. Per questo a me e' piaciuto
fermarmi davanti alle visioni di Davide;
tante volte avrei voluto una sedia
e un po'  di tempo calmo e silenzioso
come quello che si trova nei musei.
Intanto ho imparato a non sprecare l’occasione
di un incontro con un semaforo,
un albero o un grattacielo.
Mi serve per fare generare la mia poesia.
E la mia vita.


THE PRESENCE IN THE PRESENT TIME
by Rossella Tempesta

What Frisoni paints passed in front
of my eyes already,
in front of many peoples actually,
thousand of times.
But i was not paying attention,
i thought that a red light at the cross
was a waste of time;
as if the present time
would be a waste of time!
The presence in the present time,
the here and now:
this passes from the eyes
- through heart and intelligence -
at the dense and powerful strokes
of Frisoni's painting.
The Artist's research started from Man
(the beautiful paintings of the
'Corporali Anime' cycle)
to return to Man, expressed
from his personal point of view
about everything around him.
This happens without any continuity.
A human figure, a green field after
the rain, a snapshot of car traffic
at sunset on the lungomare in Rimini:
all this come together with the same
root of existence and with the care
for details, any detail, in the human
and worldly context all around him.
You can easily feel a bit bewildered
in front of a Frisoni painting,
the bemusement of finding fixed and
mixed together, moments and places
looked but never really seen,
photograms of life, brought back from
a remote place in the heart, that
a luminous and intense painting recall.
A luminous painting, i was saying,
and this is the first sensation you receive
by watching these paintings,
a strong light, an instrument
for revealing reality.
So you can discover how Frisoni saw
our human likeness when,
in the evening, a rainy one,
a traffic jam forces us to watch
what lies around us,
boat-trees in the harbour,
strong reflexes on wet asphalt,
or the lights of other people's cars.
People like us, tired, distracted by mechanisms
making us forget that time is one thing,
that here starts, maybe, ethernity.
That is why i enjoyed stopping in front
of Frisoni's visions,
many times i would have wanted
a chair and some time, quiet,
as the one you find in museums.
Meanwhile i learned not to waste
the possibility to meet a light cross,
a tre, a skyscraper.
I need it to generate my poetry.
And my life.


Frisoni Pittore
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